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Feste e Manifestazioni

19 marzo
Appuntamento in Piazza C.M. Carafa per la cosiddetta “mangiata” della Sacra Famiglia. Due orfanelli, che impersonano Maria e Gesù adolescente, e un anziano, nei panni di S. Giuseppe, pranzano su di un palco dove, in seguito, sono messi all’asta i doni offerti dalla popolazione. Il ricavato è devoluto a favore degli orfanelli sorteggiati.

Settimana Santa
Le celebrazioni iniziano la domenica delle Palme, con la benedizione delle palme e dei rami d’ulivo, portati dai fedeli. Domenica sera, nella chiesa dello Spirito Santo, si può assistere alla funzione dell’apertura del Cristo alla Colonna, (statua in carta pesta risalente al XIX secolo) cui partecipa oltre ai fedeli, le confraternite della città. Il mercoledì sera, dopo tre giorni di meditazioni e preghiere, avviene la processione del Cristo alla Colonna. Nella serata di giovedì, in tutte le chiese sono allestiti degli “Altari della deposizione” comunemente detti “Sepolcri”. Il venerdì sera, fedeli e confraternite accompagnano la suggestiva processione, che partendo dalla chiesa del Calvario, portano i simulacri di Gesù morto e Maria Addolorata per la vie del paese. I riti della Settimana santa vedono protagonisti le Confraternite del SS. Sacramento e delle anime Purganti, già presenti ad Occhiolà nel ‘600, caratterizzate l’una dal colore rosso l’atra dal verde. Di particolare pregio sono i loro stendardi, costituiti da drappi di seta, ricamati ad arabeschi in oro, sospesi ad un’asta lunga tre metri. Durante la tarda serata del sabato, in tutte le chiese si celebra la veglia di Resurrezione.

6/7/8 maggio
Celebrazione della festa in onore dei Santi Patroni, S. Michele Arcangelo e S. Caterina. Oltre alla festa religiosa, che si svolge con un solenne “Triduo” nella chiesa Madre, si assiste alla processione dei simulacri per le strade cittadine. Nei tre giorni di festeggiamenti si susseguono diverse manifestazioni folcloriste e spettacoli di intrattenimento. La festa si apre e si chiude con spettacolari giochi pirotecnici.

Festa della Madonna del Piano
Tra sacro e profano ogni anno il 6, 7 e 8 settembre fede, tradizione e folclore s'incontrano a Grammichele in occasione dei festeggiamenti della Madonna del Piano.
Luogo dell'appuntamento il Santuario di Santa Maria Maggiore, edificio del XV secolo, a nord della città, rimasto miracolosamente in piedi dopo il tragico terremoto del 1693. Per secoli romitorio di frati e luogo di ristoro per viandanti, il santuario conserva una dolce statua della Madonna, copia della preziosissima tela del Vaccaro andata perduta a causa di un furto o di un incendio. Durante i tre giorni settembrini, l'antica collina di Terravecchia si anima divenendo scenario naturale in cui manifestazioni religiose convivono armoniosamente con folclore e tradizioni culinarie locali. Quotidianamente tantissimi fedeli vi accorrono per partecipare con sincera devozione alle cerimonie liturgiche celebrate nell'accogliente santuario della Madonna del Piano, piccolo gioiellino dell'arte sacra secentesca restaurato con cura dalle maestranze locali. Culmine delle manifestazioni religiose la processione notturna (o flambeau) di giorno 8. Una scenografica e suggestiva scia di luci che lentamente percorre il tortuoso tragitto di Piano Croce accompagnando l'effige della Madonna in un alternarsi di canti, preghiere corali e variopinte fiaccolate. Settembre per i grammichelesi è, quindi, il mese della devozione. Le parrocchie organizzano, infatti, processioni notturne che dal paese si spingono verso il luogo sacro. Particolarmente commovente è , poi, la messa celebrata in onore degli ammalati. Per devozione, inoltre, ogni giorno, gruppetti di fedeli, percorrono, a volte anche scalzi, i 2 chilometri che separano Grammichele dal vecchio borgo medievale di Occhiolà. Tra le antiche usanze ancora oggi vive nella tradizione popolare, il viaggio de' "virgineddi": pellegrinaggio organizzato dai fedeli con la partecipazione di 12 o più fanciulle volto a ringraziare e lodare la Vergine Maria per le grazie ricevute. L'omaggio si conclude con il pranzo delle verginelle anticamente ingioiellate per l'occasione. Fino a poco tempo fa tra le classiche pietanze del banchetto non poteva mancare "pasta co maccu" (zuppa di favi). A far da cornice ai festeggiamenti religiosi la sagra della salsiccia con la degustazione del prodotto alimentare tipico della tradizione grammichelese tanto decantato dalle buone forchette nostrane e non accorse al Piano per l'occasione. Il pomeriggio del 7 è inoltre dedicato al folclore articolato in due differenti momenti: a "rutta de' pignatti" e "a pigghiata d'antinna" o "albero della cuccagna".

 

     
 
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